L’Organismo Congressuale Forense solleva gravi preoccupazioni sul testo dell’art. 129, comma 10, del D.L.1689/2025 – Legge di Bilancio, che subordina il pagamento dei compensi ai professionisti incaricati dalla Pubblica Amministrazione alla verifica della loro regolarità fiscale e contributiva.

Il meccanismo proposto viola l’art. 36 della Costituzione, che garantisce il diritto al compenso per l’attività lavorativa prestata, e l’art. 3, creando una disparità ingiustificata tra i lavoratori subordinati della P.A., che ricevono il pagamento anche in caso di irregolarità fiscali, e i professionisti, che rischiano di non essere pagati per debitorie non correlate alla prestazione resa.

Questa norma rallenta i pagamenti, aumenta il contenzioso e comporta costi amministrativi aggiuntivi per la verifica delle posizioni fiscali, penalizzando i giovani e i piccoli professionisti e riducendo la concorrenza nel mercato dei servizi pubblici.

L’OCF chiede, quindi, l’immediata soppressione del comma 10 dell’art. 129 del D.L.1689/2025 – Legge di Bilancio, ritenendo l’intervento proposto essenziale per tutelare i diritti dei professionisti, garantire l’efficienza della Pubblica Amministrazione e rispettare i principi costituzionali.