L’Organismo Congressuale Forense – commissione per i diritti umani – esprime forte preoccupazione per le condizioni dei prigionieri politici italiani reclusi nelle carceri venezuelane.
E ciò sia perché a distanza di troppo tempo per nessuno di loro sono note le ragioni che ne hanno determinato l’arresto, sia per le condizioni di detenzione che contraddistinguono le carceri venezuelane, caratterizzate da gravi carenze strutturali, da assistenza sanitaria inadeguata e da ripetute violazioni dei diritti umani, come documentato da organizzazioni indipendenti quali Amnesty International e Human Rights Watch, e come dimostrato dalle difficoltà dei detenuti ad avere contatti con i familiari.
In tale contesto, desta particolare allarme la situazione di Biagio Pilieri, Daniel Echenagucia, Alberto Trentini, e degli altri cittadini italiani detenuti in Venezuela, rispetto ai quali mancano informazioni chiare e aggiornate sulle condizioni di salute, sulle imputazioni, sulle garanzie processuali e sul rispetto degli standard minimi di trattamento previsti dal diritto internazionale. Questo protrarsi del silenzio istituzionale, costituisce un’ulteriore violazione dei loro diritti fondamentali.
Le famiglie, che fino all’ultimo hanno sperato che fossero liberati in occasione dei recenti rilasci di alcuni prigionieri politici concessi dal regime di Maduro come “gesto di buona volontà”, nel manifestare la loro delusione, hanno denunciato l’assenza di comunicazioni ufficiali e il rischio concreto per l’incolumità dei propri congiunti.
OCF esprime vicinanza e solidarietà alle famiglie di tutti i cittadini italiani ristretti nelle prigioni venezuelane, e rivolge un appello alle autorità italiane competenti, affinché:
intensifichino l’azione politica e diplomatica per garantire la tutela dei diritti dei cittadini italiani detenuti in Venezuela; garantiscano pieno accesso consolare e adeguata assistenza sanitaria e legale ai detenuti; promuovano iniziative urgenti per la liberazione dei cittadini italiani detenuti e, comunque, per garantire loro un processo rapido, equo e trasparente.
OCF lancia, pertanto, un appello affinchè il rispetto della vita, della dignità e dei diritti umani non siano mai subordinati all’inazione per ragioni di convenienza, anche economica.
