OCF: Patrocinio a spese dello Stato, servono regole chiare e tempi certi per i pagamenti

Regole uniformi, procedure più semplici e tempi certi per il pagamento dei compensi agli avvocati impegnati nel patrocinio a spese dello Stato e nelle difese d’ufficio.

È quanto chiede l’Organismo Congressuale Forense (OCF), che, nella sua funzione di rappresentanza politica dell’Avvocatura istituzionale, segnala le criticità applicative derivanti dalla circolare del Ministero della Giustizia del 27 luglio 2026 (prot. n. DAG.25/07/2026.0153182.U), relativa ai termini e alle modalità operative per le opposizioni ai decreti di liquidazione previsti dall’art. 170 del D.P.R. n. 115/2002.

L’interpretazione fornita dal Ministero, adottata con l’obiettivo di uniformare il quadro normativo dopo la riforma Cartabia, sta infatti determinando prassi differenti tra gli Uffici giudiziari e rilevanti difficoltà operative.

In particolare, l’attribuzione all’avvocato beneficiario dell’onere di notificare il decreto di liquidazione comporta un ulteriore aggravio procedurale ed economico per ottenere il pagamento di compensi già riconosciuti dall’Autorità giudiziaria.

A questo si aggiunge il problema dei tempi: in assenza di notifica, il termine semestrale di decadenza previsto per l’opposizione ritarda sensibilmente l’accertamento della definitività del provvedimento e, di conseguenza, la liquidazione effettiva delle somme dovute.

Una situazione che, secondo OCF, penalizza l’intera Avvocatura impegnata nel patrocinio a spese dello Stato e nelle difese d’ufficio e rende necessario un intervento chiarificatore.

OCF chiede quindi una modifica dell’art. 170 del D.P.R. n. 115/2002 che stabilisca un termine certo di 30 giorni per proporre opposizione, decorrente dalla comunicazione, dalla notificazione o dalla lettura in udienza del provvedimento.

In attesa dell’intervento del legislatore, OCF sollecita inoltre il Ministero della Giustizia a emanare direttive operative uniformi per tutti gli Uffici giudiziari, chiarendo le modalità di gestione delle notifiche telematiche via PEC, la posizione delle parti prive di domicilio digitale e i flussi procedurali sulla piattaforma SPEDIGIUS.

L’obiettivo è evitare interpretazioni e procedure differenti sul territorio nazionale, assicurare regolarità e tempestività nei pagamenti e garantire il pieno funzionamento di strumenti essenziali per rendere effettivo il diritto di difesa dei cittadini non abbienti.