Carceri minorili, OCF a Nordio: «Più celle non sono la risposta. La giustizia non può rinunciare al recupero dei giovani»
L’Organismo Congressuale Forense (OCF), organismo di rappresentanza politica dell’Avvocatura italiana, esprime preoccupazione e contrarietà in merito alle dichiarazioni che il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha rilasciato con riferimento ai massicci arresti di minori degli ultimi giorni.
La soluzione prospettata prevederebbe l’ampliamento della capienza degli istituti penali minorili e l’ipotesi di destinare ai minori sezioni delle carceri per adulti.
“Se è condivisibile la condanna e il contrasto all’uso della violenza va ribadito che la giustizia minorile non può essere governata attraverso un ricorso sempre più esteso alla detenzione. Il nostro ordinamento pone al centro il recupero, l’educazione e il reinserimento sociale dei minori, principi che non possono essere sacrificati sull’altare dell’emergenza sicurezza” – dichiara il gruppo detenzione dell’Organismo Congressuale Forense.
Per OCF, l’unica risposta accettabile per superare le criticità del sistema penale minorile risiede nel rafforzamento delle misure educative, dei percorsi di responsabilizzazione e delle strutture di accoglienza e recupero, non dalla moltiplicazione dei posti detentivi, mentre apprezzabile sarebbe un intervento per renderli vivibili ed adeguati alla funzione cui sono preposti.
Il carcere per un minore non è la risposta e la politica non può pensare di risolvere il problema del disagio e della devianza giovanile semplicemente aumentando i posti nelle carceri perché la soluzione proposta sarebbe la resa dello Stato: la rinuncia alla funzione educativa della giustizia così confondendo la sicurezza con la repressione.
L’idea poi di sacrificare settori degli istituti penitenziari per gli adulti, in emergenza crescente ormai da anni, è non solo irricevibile per impossibilità oggettive, ma pericolosa e potenzialmente criminogena.
L’Organismo Congressuale Forense ribadisce la necessità di interventi strutturali, rispettosi dei principi costituzionali e della specificità della giustizia minorile, evitando che l’urgenza della cronaca determini scelte destinate a incidere sul futuro di intere generazioni.
