Tribunali, OCF: “No a vuote soppressioni e accorpamenti”
In relazione all’esame del disegno di legge C. 2646 del Governo, recante “Disposizioni in materia di circoscrizioni giudiziarie”, e delle proposte di legge abbinate, l’Organismo Congressuale Forense esprime la propria ferma contrarietà a qualsiasi nuova soppressione o accorpamento dei tribunali esistenti.
L’esperienza della riforma del 2012 ha dimostrato che la concentrazione delle sedi non garantisce, di per sé, una maggiore efficienza. In molti territori ha invece determinato un sovraccarico dei tribunali accorpanti, un allungamento dei tempi dei processi, difficoltà logistiche e maggiori costi per cittadini, avvocati e imprese.
OCF ritiene che la geografia dei tribunali non possa essere ridisegnata sulla base di criteri esclusivamente numerici o di contenimento della spesa. Devono essere valutati anche le distanze e i tempi di percorrenza, la qualità dei collegamenti, l’estensione e la conformazione dei territori, i carichi di lavoro, il tessuto economico e produttivo, la presenza della criminalità organizzata e le esigenze delle aree interne, periferiche e insulari.
«La giustizia non si rende più efficiente chiudendo i tribunali e trasferendone le criticità su altre sedi», dichiara il coordinatore di OCF, Fedele Moretti. «Servono tribunali adeguatamente organizzati, magistrati e personale amministrativo in numero sufficiente, investimenti nelle strutture e innovazione tecnologica. La prossimità della giurisdizione è una condizione essenziale per rendere effettivi il diritto di difesa e la tutela dei cittadini».
OCF guarda con favore alle posizioni unitarie espresse dalle rappresentanze forensi territoriali a sostegno dei tribunali rispondenti alle specificità storiche, geografiche e sociali delle comunità. Nei territori in cui permangono valutazioni differenti, sarà invece necessario un ulteriore confronto, fondato su dati oggettivi e sulle concrete esigenze del servizio giustizia.
Particolare attenzione deve essere riservata alle sezioni distaccate insulari. Per queste comunità, la presenza stabile di un ufficio giudiziario non costituisce una mera scelta organizzativa, ma una garanzia concreta di accesso alla giustizia, anche alla luce dell’articolo 119 della Costituzione. OCF chiede pertanto di superare il sistema delle proroghe annuali e di procedere alla loro definitiva stabilizzazione, assicurando risorse e organici adeguati.
L’Organismo Congressuale Forense conferma la propria disponibilità al confronto istituzionale e ribadisce la necessità di valutare l’apertura di nuovi tribunali e la riapertura di quelli soppressi laddove ne ricorrano i presupposti.
Leggi il documento inviato alla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati
