Riforma del Testo Unico Spese di Giustizia: l’Organismo Congressuale Forense presenta il nuovo Disegno di Legge per l’efficienza del patrocinio e delle difese d’ufficio

L’Organismo Congressuale Forense (OCF) annuncia il completamento e la presentazione ufficiale della proposta di disegno di legge volto alla riforma organica del D.P.R. n. 115/2002 (Testo Unico Spese di Giustizia).

Il testo nasce dalla pressante esigenza di riformare organicamente la disciplina del patrocinio a spese dello Stato e delle difese d’ufficio, colmando storici vuoti normativi e sradicando prassi locali difformi che minano il principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. L’intervento recepisce le istanze e le mozioni espresse dall’avvocatura istituzionale all’interno del Congresso Nazionale Forense ed è volto a contemperare tre esigenze fondamentali: garantire l’effettività del diritto di difesa per i soggetti non abbienti o vulnerabili, salvaguardare la dignità e la certezza tariffaria della funzione dei professionisti legali, e deflazionare i carichi di lavoro amministrativo dei magistrati e dei tribunali. La proposta è stata trasmessa ai Ministeri competenti, alle Commissioni parlamentari, al CNF e al Consiglio Superiore della Magistratura (CSM).

Il progetto di riforma introduce soluzioni strutturali decisive, articolate in 4 pilastri fondamentali:

  1. Digitalizzazione e tracciabilità: viene istituita la Piattaforma Unica Nazionale presso il Ministero della Giustizia, gestita dalla DGSIA, per accentrare in via telematica tutte le istanze di ammissione e i flussi informativi tra Consigli dell’Ordine, uffici giudiziari e Anagrafe Tributaria, garantendo tempi certi e totale trasparenza.
  2. Tutela della funzione legale e autonomia finanziaria: per contrastare i cronici ritardi nei pagamenti, le risorse per la liquidazione dei compensi vengono scorporate dal Capitolo 1360 e vincolate nel neonato Capitolo 1364. Viene inoltre esteso ai difensori il regime IVA a esigibilità differita, ponendo fine all’iniquo obbligo di anticipare le imposte su compensi non ancora riscossi. Per le difese d’ufficio, si supera l’onere del preventivo recupero verso l’assistito, prevedendo l’anticipazione delle spese vive e dell’onorario da parte dell’Erario e unificando la disciplina tra procedimenti ordinari e minorili.
  3. Inclusione sociale, contrasto agli abusi e deburocratizzazione: il provvedimento estende la copertura del gratuito patrocinio alla negoziazione assistita familiare in caso di accordo, alle procedure di liquidazione controllata prive di attivo, e agli Amministratori di Sostegno, tutori e curatori speciali dei minori. Si prevede inoltre l’esonero reddituale automatico nei giudizi civili connessi per le vittime vulnerabili di reati intenzionali violenti o di genere. Al contempo, la sostenibilità per il bilancio dello Stato viene blindata a costo zero attraverso rigorosi filtri informatici anti-serialità nei ricorsi in materia di immigrazione e la decadenza retroattiva del beneficio in caso di lite temeraria o manifesta infondatezza in primo grado.
  4. Massiccio sgravio del lavoro amministrativo dei magistrati: la riforma attua una profonda opera di deburocratizzazione dei ruoli magistratuali trasferendo l’intera competenza sulle liquidazioni (ex artt. 82 e 117 TUSG) dal Giudice al Funzionario di cancelleria. La quantificazione viene vincolata a parametri oggettivi, tabellari e a valori medi, eliminando i contenziosi interni e restituendo preziose ore-lavoro alla giurisdizione di merito per accelerare la definizione dei processi.

L’Organismo Congressuale Forense ribadisce che questa proposta non rappresenta solo un atto di civiltà giuridica a salvaguardia del diritto costituzionale di difesa per i soggetti non abbienti o vulnerabili, ma anche un passo concreto verso l’abbattimento della burocrazia nei tribunali, assicurando la piena dignità economica dei professionisti coinvolti.