OCF al fianco del Foro di Bologna: no a limitazioni alla voce dell’avvocatura, il pluralismo di idee è garanzia dell’assetto liberale del sistema giudiziario.
L’Organismo Congressuale Forense, in relazione alla delibera del Coa di Bologna del 24.6.2026 relativa al comunicato dell’Anm Emilia Romagna del 19.6.2026, precisa che qualunque limitazione o tentativo di compressione della voce dell’avvocatura è contrario ai principi democratici e si pone in contrasto con la Costituzione.
E’ dovere dei Consigli dell’Ordine, così come delle rappresentanze istituzionali della magistratura, esprimere liberamente i pareri richiesti in materia di ordinamento giudiziario. Questi pareri non solo non si pongono al di fuori della normativa, tanto da essere appositamente richiesti, ma sono espressi a garanzia del corretto andamento della amministrazione della giustizia e, se difformi, contribuiscono a quell’auspicabile pluralismo di idee che garantisce tutti sulla natura liberale del sistema giudiziario.
Si tratta di considerazioni, ovvie per chi conosce il ruolo dell’avvocato e la sua importanza a tutela del cittadino, che è bene, comunque, ribadire di fronte a prese di posizione e opinioni che non sono compatibili con i dettami della Costituzione.
E’ poi opportuno ricordare che, sin da l 2022 a seguito della legge Cartabia, sono previste rigide preclusioni al mutamento di funzioni, con evidente adesione del legislatore a principi ispiratori contrari e sfavorevoli allo stesso.
L’Organismo Congressuale Forense manifesta vicinanza al Consiglio dell’Ordine di Bologna e a tutto il Foro di Bologna per l’attribuzione gratuita di slealtà e auspica che tutte le componenti dell’avvocatura e della magistratura convergano sull’essenza più profonda della loro attività che le vede, pur nelle giuste e doverose diversità di posizione, accomunate nell’adesione ai principi che regolano la giurisdizione e nel servizio a tutela dei diritti della persona.
