Carceri, Moretti (OCF): “Da relazione Garante emerge urgenza di dare piena attuazione alla Costituzione. Avviare Progetto CNEL e rafforzare il ruolo dell’avvocatura”

La relazione annuale presentata dalla Garante delle persone private della libertà personale di Roma Capitale, Valentina Calderone, restituisce un quadro critico delle condizioni del sistema penitenziario cittadino, segnato da sovraffollamento, fragilità sanitarie e un numero crescente di episodi di disagio e suicidi. Sulle evidenze emerse interviene Fedele Moretti, Coordinatore dell’Organismo Congressuale Forense (OCF), che richiama con forza la necessità di riportare al centro il dettato costituzionale.

“Quando le condizioni detentive non garantiscono la dignità della persona si mette in discussione l’articolo 27 della Costituzione – dichiara Moretti -. La pena deve tendere alla rieducazione e non può mai tradursi in una sospensione dei diritti fondamentali. Il carcere non può essere un luogo di esclusione, ma deve restare parte del percorso di reinserimento sociale”.

Moretti sottolinea come la fotografia tracciata dalla Garante confermi la necessità di un approccio strutturale e non emergenziale: “Sovraffollamento, carenze sanitarie e fragilità nei percorsi di cura e relazione familiare sono criticità che richiedono risposte immediate e coordinate tra istituzioni centrali e territorio”.

Il progetto CNEL: il Fascicolo Elettronico del Detenuto

Tra le proposte indicate dall’OCF, Moretti richiama il progetto presentato al CNEL su impulso del Presidente Brunetta: l’istituzione del Fascicolo Elettronico del Detenuto, uno strumento digitale volto a raccogliere in modo integrato dati su percorso detentivo, formazione, lavoro e condizioni sanitarie.

“Uno strumento essenziale per rendere effettivi i percorsi di reinserimento: senza dati integrati e accessibili, le riforme rischiano di restare solo dichiarazioni di principio”.

La centralità della difesa e del ruolo dell’avvocatura

Moretti richiama infine il ruolo dell’avvocatura come presidio fondamentale di garanzia dei diritti.

“L’avvocato deve poter incidere realmente nei momenti decisivi dell’esecuzione della pena. Serve un sistema che garantisca contraddittorio pieno e accesso tempestivo alle informazioni, anche attraverso strumenti digitali come il Fascicolo Elettronico. Nessuna riforma può essere efficace senza il coinvolgimento strutturale della difesa”.

E conclude: “La relazione della Garante conferma che il tema carcerario è una priorità civile e costituzionale. Servono scelte concrete, continuità istituzionale e un confronto stabile tra avvocatura, magistratura e decisori pubblici. Il sistema può cambiare, ma va accompagnato con volontà politica e responsabilità condivisa”.