Rapimenti di massa in Nigeria; OCF: “Istituzioni italiane e internazionali condannino e intervengano”

Nella notte del 21 novembre 2025, un commando armato ha assaltato la St. Mary’s School, situata nella comunità di Papiri, nello Stato del Niger (Nigeria), ed ha rapito 303 studenti e 12 insegnanti.
Solo 50 studenti sono riusciti a fuggire e sono stati riuniti alle loro famiglie; oltre 250 rimangono in mano ai sequestratori insieme a tutti gli insegnanti. Si tratta certamente di uno dei casi più gravi registrati in Nigeria.

Questo grave fenomeno, che sta mettendo a rischio il diritto all’istruzione di un’intera generazione, si è ormai radicato e coinvolge gruppi armati eterogenei – non solo formazioni jihadiste – che utilizzano il rapimento come mezzo di finanziamento e pressione sociale, approfittando della sostanziale impunità di cui godono, a causa dell’incapacità dello Stato di presidiare il territorio e di frenare la proliferazione delle armi e la corruzione.

Il sequestro di minori e personale scolastico è atto inaccettabile, che costituisce una violazione grave e sistematica dei diritti umani: il diritto alla libertà personale, alla sicurezza, all’educazione e all’inviolabilità dell’infanzia e della dignità umana, sanciti dalle principali convenzioni internazionali — tra cui la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza e i protocolli internazionali contro il rapimento e la tratta di persone.

Le circostanze — attacco notturno, irruzione armata, assalto a una scuola di cui sono vittime ragazzi in età scolare e insegnanti — aggravano la carica criminale del gesto e richiedono una risposta immediata da parte della comunità internazionale.

Alla luce della gravità dell’accaduto e del perdurare della crisi dei diritti umani in Nigeria, la Commissione Diritti Umani dell’OCF rivolge un appello urgente a:

  • Governo italiano e istituzioni europee — affinché esprimano una condanna formale e decisa del rapimento di massa, facendo leva su canali diplomatici multilaterali (UE, ONU, assemblee internazionali) per sollecitare il governo Nigeriano a garantire adeguata protezione alle minoranze vulnerabili.
  • Organizzazioni internazionali e organismi di tutela dei diritti umani — affinché attivino monitoraggio, investigazioni indipendenti, e chiedano la liberazione immediata degli ostaggi; garantiscano sostegno umanitario e protezione a lungo termine per le comunità colpite, stanzino fondi per consentire la difesa, anche attraverso società private, di scuole, comunità religiose e popolazioni vulnerabili.
  • Governo della Nigeria — affinché dispieghi le forze di sicurezza competenti, garantisca il rispetto dello Stato di diritto, indaghi e persegua i responsabili secondo la normativa nazionale e internazionale, e ristabilisca condizioni di sicurezza per scuole, comunità religiose e popolazioni vulnerabili.
  • Comunità internazionale — per sostenere programmi concreti di protezione delle scuole, politiche di tutela dell’infanzia, cooperazione nella lotta contro bande armate, e iniziative di prevenzione contro i rapimenti e le violenze sistematiche.
  • Ogni istituzione democratica e garante dei diritti umani, chiamandola a reagire con fermezza: condanna, intervento immediato, protezione alle vittime e prevenzione di futuri abusi.

L’Organismo Congressuale Forense